Descrizione
La Giunta Comunale della Città di Selvazzano Dentro, con delibera di giunta n. 146 del 22.12.2025, ha deliberato di dedicare la Sala Consiliare presso la Biblioteca comunale di Palazzo Eugenio Maestri alla memoria di Vittorio Marangon, figura di rilievo dell’amministrazione cittadina e già Sindaco del Comune, come riconoscimento del suo impegno politico e civile a servizio della comunità.
“La scelta dell’intitolazione – spiega il sindaco Claudio Piron – rappresenta un importante momento di memoria e di valorizzazione della storia amministrativa locale, celebrando una presenza dedicata alla costruzione e al consolidamento delle istituzioni democratiche nella nostra città”.
Vittorio Marangon fu Sindaco di Selvazzano Dentro dal 1964 al 1971, eletto nell’ambito della Democrazia Cristiana durante una fase significativa di crescita civile e amministrativa per il nostro territorio. In quegli anni, il sindaco Marangon ha guidato l’ente locale in un periodo storico di consolidamento delle strutture istituzionali e di sviluppo delle politiche sociali e urbanistiche, contribuendo alla formazione della modernità della nostra città.
La sua leadership ha lasciato un segno duraturo nell’evoluzione dell’ente, segnando una fase di passaggio importante nella storia politica e amministrativa di Selvazzano Dentro.
La Sala Consiliare che oggi porta il suo nome si trova all’interno di Palazzo Eugenio Maestri, edificio storico recentemente restaurato e destinato ad ospitare funzioni istituzionali e civiche di rilievo. Il palazzo, progettato alla fine dell’Ottocento dall’ingegner Eugenio Maestri e oggetto di un significativo intervento di riqualificazione, è uno spazio simbolico per la partecipazione democratica e il confronto pubblico. Sede della Biblioteca comunale intitolata a Melchiorre Cesarotti, il cuore culturale della città, che offre accesso a una vasta raccolta di libri e risorse, promuovendo la lettura, l'apprendimento e la partecipazione culturale, contribuendo alla crescita della comunità.
Con questa intitolazione, l’Amministrazione comunale riconosce il contributo personale di Vittorio Marangon e intende anche rafforzare il senso di identità civica e di continuità storica tra le generazioni di amministratori che hanno servito la Città. La Sala Consiliare così dedicata vuole divenire luogo di dialogo, partecipazione e responsabilità collettiva, in memoria di chi ha contribuito a rafforzare le Istituzioni Civili e la democrazia locale.
Nato a Montemerlo (Cervarese S. Croce - Padova) il 5 marzo 1921; nel 1939, conseguita l’abilitazione magistrale a Padova, che raggiunge ogni mattina in bicicletta, inizia subito l'attività d'insegnante fino al 1986. Dapprima a Vò, ma per le sue scarse simpatie per il regime fascista viene inviato in Dalmazia come maestro a Zara e a Sebenico.
Allievo ufficiale nel 1943, arruolato con il grado di sottotenente, si ritrova nel medesimo battaglione di Luigi Pierobon, l’eroe della resistenza padovana e vicentina e medaglia d’oro al valor militare, con il quale intesse un rapporto di stretta amicizia. Partigiano della Brigata Garibaldi dopo l'8 settembre 1943 organizza i gruppi partigiani nel territorio di Montemerlo, Cervarese, Bastia, Rovolon, Vò, Saccolongo. Viene arrestato ed incarcerato per 45 giorni.
E' sindaco di Cervarese Santa Croce a soli 24 anni al momento della Liberazione e poi dal 1951 al 1961, dove è anche maestro in una scuola elementare. Nello stesso anno entra nel circolo Acli di Montemerlo, dove inizia ad insegnare agli operai disoccupati e nei corsi serali per adulti per contrastare il diffuso fenomeno dell’analfabetismo e permettere loro di conseguire la licenza elementare: un passaggio fondamentale per trovare lavoro.
Sono gli anni di quella che in un suo libro definisce “la seconda fase” della storia del movimento cattolico padovano, che partendo dal ’45 arriva fino al dissolvimento della DC: anni in cui – se prima era prevalso l’impegno sociale – i cattolici passano alla partecipazione politica.
Successivamente è Sindaco di Selvazzano Dentro (1964-1970) dove ha accompagnato sapientemente la crescita e il benessere di Selvazzano Dentro, territorio che per essere attiguo alla città di Padova vive le molteplici contraddizioni dello sviluppo urbano.
Iscritto all'Azione cattolica dal 1928 e alle ACLI (Associazioni Cattoliche Lavoratori Italiani) dal 1945, Vittorio Marangon è uno dei fondatori, nel 1951 a Padova, di quello che è stato il primo Centro Formativo ENAIP (Ente Acli Istruzione Professionale) della regione. Ha capito che per ripartire occorre ricominciare dal lavoro, puntando a costruire un rapporto tra la fabbrica e l’istruzione: perché insegnare un mestiere ai ragazzi era il primo passo.
Nasce così a Padova il Centro di Formazione Professionale ENAIP, grazie alla lungimiranza di persone come Vittorio Marangon e ad alcuni imprenditori del territorio, oltre all’allora Vescovo di Padova mons. Girolamo Bortignon, che più tardi donerà l’immobile dell’Arcella dove tuttora si trova la sede di ENAIP Veneto.
Nelle Acli resta impegnato per oltre trent’anni ricoprendo il ruolo di presidente provinciale negli anni 1966-1970 e 1976-1983 e presidente regionale Veneto negli anni 1971-1975. Responsabile provinciale dell’ENAIP dagli anni ’60 al 1991, partecipa alla Pastorale Sociale e del Lavoro dal 1972 collaborando con articoli e saggi prevalentemente di carattere socio-economico e con diverse pubblicazioni tra cui il corso di cultura sociale della ELLE DI CI.
Alla fine degli anni ’70 è forte il suo impegno per riaffermare i valori dell’unità sindacale, ed è tra gli interlocutori privilegiati, insieme alle Acli di allora e alla Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi, di quel dialogo ritenuto fondamentale “per costruire un’unità tra cattolici e sinistra”.
Ai temi e agli ambiti del suo impegno sono dedicati i suoi scritti, tra i quali “Chiesa padovana e impegno sociale dall’Unità al Vaticano II, in P. Gios (a cura di) Le scelte pastorali della Chiesa Padovana da Giuseppe Callegari a Girolamo Bortignon (1883-1982)”.
Dal 1986 è il responsabile dell’Archivio del Centro Studi Ettore Luccini. Ha pubblicato: “La Repubblica romana”, 1948; “Resistenza Padovana tra storia e memoria” (1995); Val Brenta valle partigiana, 1996; “il Movimento cattolico Padovano 1875-1945” (1997), entrambi editi dal Centro Studi Ettore Luccini.
Dedica con generosità per oltre cinquant’anni la propria passione civile, declinando anche la sua missione di “maestro”. Si congeda dalla vita terrena il 5 luglio 2014, a 93 anni.
(Comunicato Stampa del Sindaco Claudio Piron)